JESI PATTUMIERA DELLA MARCHE? NO GRAZIE! – Seconda Puntata –

JESI PATTUMIERA DELLE MARCHE? NO GRAZIE !!

– SECONDA PUNTATA – “LA GITA”

#nodigestorerifiutijesi
#nocambialeinbianco

Oggi pubblico questo video perché non mi va di sentirmi piuttosto preso in giro (politicamente parlando), da alcune situazioni che si stanno delineando e da alcuni accadimenti che riguardano la nostra città. La questione riguarda la proposta di insediare in località Coppetella un mega Biodigestore per accogliere e trattare i rifiuti organici come minimo di tutta la provincia e, presumibilmente, anche da fuori.

Nel precedente video (vedere qui o qui) avevo già evidenziato come sia richiesto oggi al Comune di Jesi un assenso a questa possibilità, SENZA presentare preventivamente un progetto, SENZA un piano economico che ne dimostri la sostenibilità e la convenienza per la comunità e, tanto meno, SENZA un’analisi preliminare che giustifichi il perché di questa scelta che porterebbe alla realizzazione di questo mega impianto sul nostro territorio.

Un OK dato in queste condizioni, perciò, assomiglia molto ad una sorta di CAMBIALE IN BIANCO per la nostra città.

Invece di farci vedere i progetti, ma forse per convincere comunque cittadini o politici o la città sulla bontà di questa idea, hanno pensato bene di organizzare per venerdì prossimo una specie di “gita” (non è chiaro se a spese dell’erario pubblico o dei partecipanti), per andare a vedere un impianto situato a Faedo, un piccolo comune in provincia di Trento (vedere qui)

Portano cioè consiglieri, politici, cittadini, ecc… a vedere un impianto costruito in un altro territorio che, però, non c’entra nulla con Jesi. Un contesto non paragonabile, un impianto non paragonabile.

Faedo è un comune che risulta essere di 625 abitanti situato a 600 mt di altitudine, in una bella valle trentina (v. qui e qui e qui). Come si può paragonare a Jesi e ad un’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale come la nostra, già oppressa da una forte concentrazione elevatissima di impianti inquinanti e di pressioni ambientali?

Dai dati tecnici dell’impianto di Faedo, risulta che esso non produce biometano; al contrario si narra  -perché di progetti, come detto, pare proprio non ce ne siano-, che l’impianto di Jesi dovrebbe produrlo.

L’impianto di Faedo, attualmente, tratta i rifiuti organici per farci il biogas che poi viene bruciato per produrre energia elettrica. Insomma, un’ennesima centrale a biogas, alimentata questa volta da rifiuti, con una tecnologia per gran parte simile a quella di altre centrali presenti in zona. Vogliono aggiungere un’altra ennesima centrale a biogas sul nostro territorio?

L’impianto di Faedo attualmente tratta circa 34.000 tonnellate annue (circa 26.000T/A FORSU + 8.000T/A verde), mentre nella sola provincia di Ancona vengono prodotte OLTRE 45.000 T/A di FORSU, alla quale quindi dovremmo aggiungerecirca 15.0000 T/A di verde (fonte Piano Regionale Gestione Rifuti). L’impianto oggetto della “gita” perciò, forse non è neanche la metà di quello prevedibile a Jesi.

Vale la pena sottolineare che da quest’anno, pare sia previsto un ampliamento dell’impianto di Faedo, per portarlo ad una capacità di 60mila t/anno ed accogliere così rifiuti da tutta la Regione (v. qui). Quando si insedia un impianto a fine ciclo che più rifiuti ingurgita, più guadagna, l’incubo dei successivi ampliamenti, come dimostra anche l’esperienza trentina, è sempre possibile (discarica di Moie docet). Vogliamo davvero affossare il nostro territorio in un’ennesima spirale viziosa, anche per il rifiuto umido?

Vale la pena inoltre di ricordare che per Faedo risulta essere stato fatto un accordo di programma che prevede un importo di “9 milioni riguardanti le misure per contrastare in ogni modo eventuali emissioni” (v. qui). E per fortuna per qualcuno certi impianti non avrebbero emissioni!!!

Alla luce di quanto detto, dispiace davvero vedere come si perda tempo in viaggi che appaiono decisamente poco utili alla comunità ed al futuro del nostro territorio, invece di esigere progetti, dati e, soprattutto analisi delle reali alternative possibili per gestire in maniera economicamente ed ambientalmente virtuosa i rifiuti nel nostro territorio.

Ci vediamo per le prossime puntate nelle quali approfondiremo altri aspetti e altre criticità di questa assurda e inaccettabile proposta di impianto sul nostro territorio.

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