SUI VACCINI

VACCINI

Poco più di un mese fa, una signora di nome Beatrice Lorenzin, che negli ultimi anni si è ritrovata a fare il Ministro della Salute, ha scritto su un Decreto Legge (il 73/2017) che per il bene nostro e di tutta la nostra santa Patria occorre OBBLIGATORIAMENTE inoculare nel corpo dei nostri figli 12 vaccini.

Oggi, a pochi giorni da quella roboante decisione supportata da un codazzo di tecnici e scienziatoni “conlaveritàintaschisti”  più o meno saccenti e prepotenti, semplicemente a seguito di un emendamento proposto da un politico in una commissione parlamentare, quei vaccini obbligatori pare siano passati da 12 a 10.

Ecco, già solo questo fatto è a mio parere emblematico di come, oggettivamente ed a rigor di logica, in questa storia e nelle motivazioni di questa nuova stratosferica disposizione di legge via sia ben poco di scientifico, nel metodo e nel merito.

Ritengo perciò che la questione sia totalmente politica (elettoralistica!?) e, soprattutto, giuridica e di diritti.

Il punto, cioè, è se sia possibile e rispettoso del diritto e dei diritti che uno Stato possa mettere le mani sul corpo di alcuni cittadini (in questo caso si tratta dei nostri bambini, ma il principio, se sdoganato oggi, potrebbe perché no essere ampliato domani anche alla restante parte della popolazione) per iniettare obbligatoriamente dei farmaci o dei trattamenti sanitari a pena, in caso contrario, di pesanti sanzioni e, come riportato nella prima stesura del decreto, della perdita di altri diritti/doveri come quello della responsabilità genitoriale (altro principio che si è tentato pericolosamente di sdoganare). Il tutto senza che sia stato affatto dimostrato un pericolo diretto, reale, concreto e contingente per la pubblica incolumità.

E ancora, se sia possibile e rispettoso del diritto e dei diritti che tutto ciò sia fatto con un provvedimento (un decreto legge) che costituzionalmente andrebbe usato solo in casi straordinari di necessità ed urgenza, senza che tutto ciò sia effettivamente vero (come ammesso, forse senza neanche rendersi conto della gravità di quello che stava dicendo, da un altro signore, di nome Paolo Gentiloni, che si ritrova anche lui per tutta una serie di vicissitudini a fare negli ultimi tempi il Presidente del Consiglio).

O anche, se tutto ciò sia possibile senza che vi sia stata mai nessuna “sperimentazione” reale in alcun altro paese: sarebbe la prima e unica situazione al mondo in cui uno Stato obbliga ad iniettare tutta questa roba nel corpo dei suoi figli, 10-12 (chi ofre di più?) farmaci/vaccini o chiamateli come volete.

E’ evidente che se continuano con questa delirante, sorda e ingiustificata prepotenza, al limite (o probabilmente ben oltre il limite) della legalità e dei diritti, di rimando si ritroveranno una marea di contenziosi fino a che, probabilmente, un giudice che ristabilisca dove sta il confine da non poter valicare i cittadini lo troveranno. Ammesso infatti che provino l’italico e già conosciuto tentativo di “convincere” (uso un eufemismo) anche i magistrati ed i giudici, non credo riescano a farlo con tutti e in tutte le sedi.

Detto ciò, poiché in Parlamento politici e burocrati sono stati resi ben edotti delle criticità legate a questa pessima manovra della Beatrice, pienamente consapevoli dei danni che una norma del genere potrebbe innescare, ivi inclusi quelli legati ai costi per lo Stato, le Regioni e le Aziende Sanitarie dovuti all’oceano di contenziosi che un legge border line andrebbe presumibilmente ad innescare, credo abbiano fatto bene alcuni cittadini ed alcune associazioni ad inviare una sonora diffida legale ai soggetti chiamati a decidere se convertire questo obbrobrio giuridico in legge definitiva.

Forse la faccio troppo facile, ma secondo me in generale se ti informo dei danni potenziali che la tua condotta può comportare a soggetti terzi e tu continui lo stesso, vale la pena di chiarire davanti ad un giudice se subentra un discorso di dolo o colpa grave. Inoltre, anche se la Costituzione garantisce immunità e tutele ai nostri dipendenti/parlamentari, vale la pena ricordare che nella stessa costituzione esiste l’art.28 che sancisce per dipendenti e funzionari dello Stato, secondo le leggi penali, civili e amministrative, la responsabilità degli atti compiuti in violazione di diritti.

In ultimo, mi permetto di pubblicare il VIDEO del mio intervento durante la seduta del Consiglio Comunale di Jesi del 21.11.2016. In tale occasione (eravamo ancora lontani dalla mossa a sorpresa della lorenzin, ma era già nell’aria un “presago sospetto”) il Partito Democratico locale presentò, seguendo una iniziativa del PD nazionale, una mozione per imporre l’obbligo vaccinale nei nidi comunali e per avviare una campagna vaccinale volta a promuovere la “cultura vaccinale” (???!?!??!?!??).

Il mio intervento si è basato tutto su leggi e diritti, ed ho cercato di far introdurre, grazie ad un emendamento, anche l’informazione su quelle che sono le norme a tutela di chi può subire danni gravi da vaccinazioni. Se esistono tali norme, chiare e specifiche, non capisco infatti perché opporsi alla loro piena diffusione ed al fatto che i cittadini siano portati pienamente a conoscenza non solo degli eventuali vantaggi dei vaccini, ma anche delle possibili criticità e del fatto che esistono leggi che entrano in gioco nel caso subiscano danni pesanti.

Il rifiuto da parte del PD di accogliere il contenuto del mio emendamento (poi sostanzialmente accolto e trasformato in risoluzione dalla maggioranza “civica” jesina) mi ha fatto trasalire ed indignare perché, nella sostanza, hanno sostenuto che non è corretto informare anche sui danni e sugli indennizzi ad essi dovuti, dato che questo creerebbe motivi di esitazione e non sarebbe utile alla promozione della “cultura vaccinale”.  Come spesso mi è capitato di riscontrare, il PD vede come un problema l’informazione ai cittadini in merito ai loro diritti individuali ed incoercibili e alle norme che li tutelano.

In fondo al video, dal minuto 7’50’’,  ho aggiunto perciò il mio successivo intervento in replica sdegnata al PD per quanto hanno sostenuto e affermato in Aula.

 

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