L’URGENZA: CONTA SOLO QUANDO DEVONO PAGARE I RISPARMIATORI…?

L’URGENZA: CONTA SOLO QUANDO DEVONO PAGARE I RISPARMIATORI…?

banche
Dall’Audizione del 17.02.2016 di Luciano Goffi in Commissione Speciale su Banca Marche presso il Comune di Jesi (https://drive.google.com/file/d/0B8ms6SGIFq4henZwbW9HZmZvcUk/view?pref=2&pli=1):
<<…La soluzione del Fondo era “la capitalizzazione la facciamo noi – quel gruppo di Banche come privati – e non lo considerare aiuto di Stato perché i soldi sono appunto delle Banche”. L’Europa dice “no perché il Fondo è stato costituito con una Legge dello Stato” e quindi io Banca quando mando il mio contributo al Fondo non lo faccio perché sono contenta ma perché sono obbligata dalla Legge e quindi è diverso. E allora lì era tu, Fondo, con i soldi delle Banche obbligate a metterli fai l’aumento di Capitale ma le sofferenze le lasci dentro; in quel progetto c’era che le sofferenze le lasciavi dentro. Ma se le sofferenze le lascio dentro quando la vendo la Banca? Nessuno me la compra se le sofferenze le tengo dentro, nessuno se le compra al valore che sta dentro il Bilancio.
Il Fondo diceva: “benissimo. Intanto noi le salviamo, le mettiamo lì e poi dopo, con un po’ di calma, le venderemo queste benedette sofferenze”. Ma l’Europa dice: “no; se tu non mi dici quando le vendi, se non le vendi subito è aiuto di Stato perché tu non riuscirai a vendere e quindi per un tempo indefinito la Banca continuerà a fare concorrenza alle altre con i soldi di qualcun altro, “pubblici”. Quindi o tu le sofferenze le vendi subito oppure io non te la passo”.
A Ferrara avevano fatto così, avevano fatto addirittura l’Assemblea dei Soci e l’Assemblea prevedeva nessun intervento sulle Obbligazioni Subordinate e l’aumento di Capitale da parte del Fondo; ma l’Europa non gliel’ha passata.>>
Quindi: non si è dato seguito all’operazione che il Fondo Interbancario si era reso disponibile ad implementare (che avrebbe evitato la pesantissima “risoluzione” del 22 novembre) perché le sofferenze sarebbero rimaste a tempo indefinito dentro la banca salvata, e ciò avrebbe costituito aiuto di stato (data l’obbligatorietà di partecipazione al Fondo) e violazione dei principi di concorrenza.
 
Analogamente, Bankitalia ci informa, con il documento inviato alla Commissione di Jesi in risposta ai quesiti che le avevamo posto (https://app.box.com/s/z5if41k3rj6m19bbcibz4yf6cwl5h4lz), che
<<…il motivo delle forti svalutazioni volute dalla Commissione è da ricercare nella difficoltà di valutare sotto la pressione dell’urgenza cespiti per i quali non c’è mercato. In ogni caso, a tali valutazioni effettuate in via provvisoria seguirà a breve quella definitiva, affidata a un esperto indipendente, secondo quanto stabilito dalla BRRD e dalla disciplina italiana di recepimento.
Queste valutazioni si discostano da quelle contabili, che non prevedono una contestuale cessione delle sofferenze; nel caso in esame le rettifiche apportate nel corso dell’attività di accertamento durante l’amministrazione straordinaria avevano comportato la riduzione del valore netto del credito in sofferenza a circa il 43% del valore orginario.>>
Ancora una volta, le ragioni di urgenza di necessità di vendere i crediti deterioriati sono state prese a motivazione delle scelte, in questo caso di quella gravissima (per i risparmiatori) dell’abbassamento al 17,6% della valutazione delle sofferenze
 
Per ragioni simili, nella risoluzione del 22 novembre 2015 si dice (cfr documento di sintesi di Bankitalia https://app.box.com/s/1x2xz73ab0ntc6cw1c0cqepl343glqzg):
<<…Alla parte buona (“banca buona” o “banca-ponte” o bridge bank) sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti “in sofferenza”, cioè quelli di più dubbio realizzo; a fronte di tali attività vi sono i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9 per cento del totale dell’attivo (ponderato per il rischio) dal “Fondo di Risoluzione”. Il Fondo di Risoluzione è previsto dalle norme europee e italiane ed è amministrato dall’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia. Esso è alimentato con contribuzioni di tutte le banche del sistema. La banca buona viene provvisoriamente gestita, sotto la supervisione dell’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia, da amministratori da questa appositamente designati; in tutti e quattro i casi la carica di Presidente è rivestita dal dott. Roberto Nicastro, ex Direttore Generale di Unicredit. Gli amministratori hanno il preciso impegno di vendere la banca buona in tempi brevi al miglior offerente, con procedure trasparenti e di mercato, e quindi retrocedere al Fondo di Risoluzione i ricavi della vendita. Nella tabella sono forniti i dati per ciascuna delle quattro banche buone e per l’aggregato delle stesse.>>
Quindi anche in questo caso, risulta che la banca ponte (Nuova Banca Marche) va venduta in tempi brevi, per ovvi motivi di possibile violazione del regime di libera concorrenza (di fatto, ci sono 4 banje che stanno operando sul mercato svuotate delle sofferenze con un provvedimento di Stato)
 
Ma… L’urgenza non è sta rispettata se non per giustificare gli “oneri” a carico dei risparmiatori. Ad oggi, non sono stati altresì assolti gli altri adempimenti rientranti fra gli oneri o i compiti di altri soggetti da implementare in tempi brevi, relativi alla vendita delle sofferenze cedute alla badbank ed alla vendita delle banche ponte.
Jesi, 30 maggio 2016
MASSIMO GIANANGELI
Vicepresidente Commissione Speciale su Banca Marche del Comune di Jesi
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in banca marche, Politica, salvabanche, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...