SALVABANCHE: SI SAPEVA GIA’ DA PRIMA COSA STAVA PER ACCADERE AI RISPARMIATORI?

SALVABANCHE: SI SAPEVA GIA’ DA PRIMA COSA STAVA PER ACCADERE AI RISPARMIATORI?

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In data 25 gennaio 2015 hanno preso avvio i lavori operativi della Commissione Speciale su Banca Marche di cui il Comune di Jesi si è dotato per approfondire l’annosa vicenda che ha fortemente segnato il nostro territorio.
A tale seduta sono state invitate in audizione le tre Fondazioni Bancarie di Jesi, Pesaro e Macerata che detenevano la maggioranza delle azioni della ex Banca Marche. Ha partecipato alla seduta soltanto il presidente della Fondazione CaRisJ Alfio Bassotti.
Il Presidente Bassotti ha portato all’attenzione dei membri della Commissione un importante documento, fatto pervenire ed acquisito agli atti della Commissione.
Trattasi di una lettera del 5 ottobre 2015, circa un mese e mezzo prima della fatidica “notte” del 22 novembre in cui la mannaia del SalvaBanche si è abbattuta su migliaia di cittadini/risparmiatori, indirizzata da CaRisJ al Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Mauro Maria Marino. Come già anticipato in audizione dal Presidente Bassotti, la Fondazione jesina ha successivamente specificato alla Commissione come “la stessa lettera è stata inviata anche al Ministro Boschi, all’On. Maurizio Bernardo(Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, ndr) e al Presidente della Giunta Regionale Luca Ceriscioli. In via indiretta hanno avuto la lettera l’On. Camilla Fabbri, l’On. Petrini, l’On. Carrescia (tutti del PD, ndr) ed i Presidenti delle Fondazioni Bancarie di Fano, Pesaro e Macerata”.
[RETTIFICA
In una
nota fatta recapitare via mail in data 01.02.106 al Presidente della Commissione, il Presidente della Fondazione CaRisJ, in riferimento all’ On.Carrescia, ha evdienziato che lo stesso Onorevole ha confermato di non aver mai ricevuto la lettera del 5 ottobre in questione
]
La lettera, quindi, dimostrerebbe in maniera piuttosto inequivocabile come nei “corridoi” pare già si conoscesse quello che stava per accadere e quali sarebbero state le dinamiche che si stavano sviluppando; si parla inoltre nella lettera di “fortissime pressioni” da parte di Banca Intesa[1] affinché il “bail in” fosse stato applicabile prima del 1° gennaio 2016 “e poter così conseguire sia l’azzeramento del patrimonio di Banca Marche e sia l’utilizzo di tutte le obbligazioni subordinate (circa 400 milioni di euro) finalizzandolo alla ricapitolazione: con ciò massacrando tutti gli attuali risparmiatori ed investitori dell’istituto marchigiano”.
Perché nessuno ha avvertito tempestivamente cittadini e risparmiatori? Come è possibile che nessuno abbia sollevato adeguatamente queste informazioni all’attenzione generale, permettendo così, di fatto, al Governo di agire indisturbato assieme a Banca d’Italia bruciando milioni di euro del territorio e azzerando in una notte i risparmi di una vita di migliaia di persone???

Jesi, 27 gennaio 2016

MASSIMO GIANANGELI

Vicepresidente della Commissione su Banca Marche

[1] Da notare che Intesa San Paolo risulta essere il soggetto che detiene il maggior numero di quote di partecipazione al capitale di Banca d’Italia ed è fra le tre banche coprotagoniste della cosiddetta “Risoluzione” del 22 novembre)
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