COMUNICATO STAMPA POST ASSEMBLEA NO BIOGAS MONSANO

COMUNICATO STAMPA
POST ASSEMBLEA NO BIOGAS MONSANO
Le prossime iniziative del Coordinamento Regionale Terre Nostre Marche

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Si è svolta ieri presso la sala consiliare dl Comune di Monsano una assemblea pubblica sul caso biogas Marche e sulla situazione dell’iter autorizzativo della centrale a biogas che ormai da quasi tre anni stannp cercando di costruire in località Selvatorta di Monsano (AN).

Sono intervenuti all’assemblea il Sindaco di Monsano, il dirigente dell’ufficio tecnico comunale competente, il comitato No Biogas Monsano ed i rappresentanti del Coordinamento Regionale di Comitati Terre Nostre Marche.

Va in primo luogo evidenziata la grande sinergia fra istituzione comunale, uffici tecnici e cittadini nella difesa del territorio da questo progetto a nostro parere inaccettabile per tanti aspetti, ieri dettagliatamente esposti. Una sinergia molto forte, per altro già ben avviata con la precedente amministrazione e proseguita con l’attuale. Vogliamo quindi porgere i nostri ringraziamenti alla amministrazione comunale ed al Sindaco Roberto Campelli per la piena collaborazione, la disponibilità e l’ospitalità.

Sindaco e dirigente comunale hanno spiegato ai cittadini lo stato dell’iter autorizzativo dell’impianto proposto a Monsano. Dopo una Autorizzazione Unica ex art.12 del Dlgs.387/2003 rilasciata dalla Regione Marche nell’ottobre 2012, l’impianto non è stato mai cantierato. La ditta proponente ha successivamente avviato presso la Provincia di Ancona istanza di screening e VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), che risulta pertanto postuma rispetto alla Autorizzazione Unica dell’impianto.

Il Comitato No Biogas Monsano, che è intervenuto pesantemente nel procedimento di VIA presentando copiose memorie ed osservazioni, ha esposto alla cittadinanza tutte le criticità e le apparenti incongruenze rilevate nella documentazione progettuale presentata in Provincia.

La gran parte delle motivate osservazioni del Comitato, oltreché del Comune, sono state accolte dalla Provincia che ha recentemente inviato alla ditta un preavviso di non accoglimento dell’istanza ai sensi dell’ art.10bis della L.241/90, previsto prima di una formale adozione di un provvedimento con esito negativo.

Ci risulta che la ditta proponente abbia, nei termini di legge, controdedotto alla pesante nota della provincia.

Comitato, cittadini e comune si sono quindi riservati di visionare il materiale presentato nuovamente dalla proponente, al fine di procedere con le azioni del caso e con la presentazione degli atti e delle memorie dovute o necessarie presso gli enti e le autorità competenti.

Il vicepresidente del Coordinamento Regionale Terre Nostre Walter Bufalini ha posto l’attenzione sul carattere preventivo che per legge la Valutazione di Impatto Ambientale deve avere, evidenziando gli articoli nella normativa comunitaria e statale inseriti proprio per scongiurare la violazione di tale principio.

Chiediamo quindi che la Provincia di Ancona, nella persona del Presidente e del Responsabile Unico del Procedimento, dichiarino e declinino pubblicamente perché, nonostante anche le diffide già presentate da cittadini e Coordinamento a rigettare ogni istanza di screening e VIA postumi, abbia ritenuto di dover procedere con il procedimento di VIA in questione e spieghino sulla base di quali presupposti giuridico/legali si sta procedendo con la Valutazione di Impatto Ambientale per l’impianto di Monsano e per tutti gli altri impianti a biogas già precedentemente autorizzati o, peggio ancora, già costruiti o messi in esercizio.

Il presidente del Coordinamento Regionale Terre Nostre Marche Massimo Gianangeli ha ripercorso tutta la vicenda dall’inizio spiegando come, fin dal 2012 gli Uffici, la Giunta ed il Consiglio Regionale fossero stati resi pienamente edotti della gravità della situazione, del contrasto palese della norma regionale impugnata dal Governo centrale con la direttiva comunitaria 2011/92/UE, dell’obbligo, gravante sugli uffici e sulla Regione, di disapplicare ogni norma interna in contrasto con la direttiva europea e di attenersi a quella comunitaria, della doverosità, quindi, di intervenire fin da allora in autotutela per sospendere gli iter autorizzativi almeno fino alla successiva definitiva pronuncia della Corte Costituzionale (poi intervenuta con la sentenza n.93 del 22 maggio 2013), per evitare il cul de sac procedurale e di legittimità che poi, in effetti si è verificato.

E’ stato ribadito come la Regione, gli amministratori e gli uffici, resi edotti delle criticità sopra espresse, abbiano deciso consapevolmente di andare comunque avanti con le autorizzazioni, portando agli esiti devastanti ed impresentabili oggi ben noti, sia sui territori sia nelle aule dei tribunali.

Ciò forse spiegherebbe perché oggi, alla vigilia delle elezioni regionali, nessun politico della Regione Marche, responsabile dell’incresciosa situazione palesatasi, dal presidente Spacca, al segretario del PD Comi, ai capigruppo delle forze politiche in Consiglio Regionale che hanno votato la Legge Regionale 3/2012 dichiarata poi illegittima dalla Corte Costituzionale, ha avuto il coraggio di mettere la faccia nella recente inchiesta andata in onda su Rai3 sull’ “affaire biogas Marche” e, più in generale, ci sia la tendenza di politici ed amministratori regionali a tenere una sorta di profilo basso, e, forse, di “scaricabarile politico” volto presumibilmente a tentare di mettersi alle spalle questa vergognosa vicenda.

Il presidente di Terre Nostre Marche ha inoltre portato all’evidenza dei cittadini la questione dei limiti di legge non rispettati dagli impianti a biogas, con particolare attenzione a quello dei COT (Carbonio Organico Totale) che ai sensi del Dl 152/2006 risulta essere di 150 mg/Nm3.

L’ ARPAM ha confermato come diversi impianti siano stati autorizzati anche se non in grado di rispettare tale limite, riscontrando misurazioni fino 9/10 volte i limiti.

Tutto ciò ha portato, come è noto, al sequestro da parte della Procura della Repubblica di diverse centrali a biogas marchigiane.

In queste settimane il Governo Renzi starebbe predisponendo un Decreto Ministeriale che, scorporando la parte metanica dai COT, potrebbe di fatto permettere di far rientrare a norma quello che oggi a norma non è, con conseguente presumibile dissequestro degli impianti sui quali è intervenuta la Procura della Repubblica.

Il coordinamento Terre Nostre Marche ha quindi lanciato le prossime iniziative.

Per riportare amministratori e politici regionali alle loro responsabilità, politiche, procedurali e personali, verrà inviata a tutti i consiglieri regionali ed a tutte le forze politiche una proposta di delibera da far propria, proporre ed eventualmente far approvare in Assemblea Legislativa Regionale.

Preso atto delle sentenze intervenute, anche in via definitiva, dal Consiglio di Stato che sanciscono senza più possibilità di dubbio l’illegittimità delle autorizzazioni rilasciate senza preventivo screening di VIA, con tale atto il consiglio regionale impegnerebbe Giunta ed Uffici: all’annullamento in autotutela di tutte le autorizzazioni rilasciate senza screening di VIA; a procedere ai fini della demolizione degli impianti su cui è intervenuta sentenza definitiva di annullamento della autorizzazione in Consiglio di Stato, procedendo con la messa in pristino del sito, anche azionando, nel caso, le fideiussioni obbligatoriamente presentate dalle ditte proponenti prima dell’avvio dei lavori; il divieto di procedere con eventuali procedure di rinnovazione delle autorizzazioni o di ogni altra azione volte al mantenimento di autorizzazioni rilasciate in contrasto con la direttiva europea sulla VIA.

Vedremo se ci saranno forze politiche o politici in consiglio regionale che faranno propria questa proposta di deliberazione ed eventualmente la presenteranno; e vedremo, nel caso, quali forze politiche e quali consiglieri uscenti (e magari aspiranti ricandidati) la voteranno.

In merito alla bozza di decreto ministeriale che il Governo starebbe predisponendo sui COT, presenteremo una azione stragiudiziale di diffida al Ministero dell’Ambiente ed al Consiglio dei Ministri volta ad articolare le motivazioni di non ammissibilità di tale provvedimento e ad invitare alla sua non approvazione, sulla base di quella già inviata da alcuni amministratori.

Continueremo quindi a tenere informati i marchigiani ed il territorio sull’evolversi della vicenda, ribadendo come sempre quali sono i nostri diritti (alla tutela dell’Ambiente, della Salute e della legalità in primis) e come esigerne il loro rispetto.

Jesi, 5 marzo 2015

Per Terre Nostre  Marche

 (Coordinamento regionale di Comitati a tutela dell’Ambiente, della Salute e del Territorio, aderente al Coordinamento nazionale Terre Nostre)

Il Presidente

MASSIMO GIANANGELI

338.4674945

terrenostremarche@gmail.com

www.terrenostremarche.wordpress.com

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