CONSERVATORI DI MUSICA E… I POLLI DI TRILUSSA!

CONSERVATORI DI MUSICA E… I POLLI DI TRILUSSA!

polli_1

Italia, Paese dell’ Arte, della Pittura, della Musica.

E Paese di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri detto Trilussa, che attorno agli inizi del ‘900 anticipava un grande inganno con il quale certe statistiche provano troppo spesso a convincerci che, in fondo in fondo, tutto vada benissimo.

Trilussa stigmatizzò l’uso della statistica che permette di affermare, nel caso una persona mangi due polli ed un’altra nessuno, che in media ne mangiano uno a testa. Solo che una delle due muore di fame, e l’altra vive nella sovrabbondanza!

Che c’entra con i Conservatori? C’entra! Eccome…

Perché fra le tante stranezze di questo nostro amato Paese, pare possa capitare che in un settore pubblico come quello dell’ Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) che fa capo al MIUR-Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ci sia qualcuno che svolga continuativamente due o a volte tre lavori, e qualche altro, magari altrettanto idoneo, se ne stia a casa perché, proprio anche per tale ragione, non ci sarebbero posti di lavoro disponibili.

Pare infatti che personale dipendente a tempo indeterminato in Fondazioni lirico-sinfoniche (i famosi “Teatri d’Opera”) da anni, o da decenni, possa aver ricoperto in maniera continuativa e cumulativa anche incarichi di insegnamento nei Conservatori, svolgendo, in posti in organico, un incarico di “collaborazione” con mansioni a tutti gli effetti similari a quelle di un insegnante assunto con contratto a tempo determinato subordinato.

E pare, salvo imprecisioni, possa esser persino successo che alcune persone, già percepenti reddito da dipendente a tempo indeterminato presso Ente Lirico, possano aver rifiutato il ruolo offerto dal MIUR come docenti in Conservatorio, contribuendo di fatto a mantenere un posto vacante da ricoprire e cumulare continuativamente, nel caso, anche con contratto di collaborazione.

Attenzione: in questo articolo NON VOGLIO disquisire su quanto ciò sia, in linea di principio, giusto o sbagliato!!!

Ci perderemmo per ore a discutere fra chi ritiene che coloro i quali insegnano uno strumento DEBBANO anche suonare ed esercitare la professione, sennò… “cosa insegnano ai loro ragazzi?” e chi ritiene che in un periodo così difficile accentrare due o tre stipendi in capo alle stesse persone lasciando altrettanto validi professionisti disoccupati sia inaccettabile.

E chi, infine, ritiene che, per fare bene due lavori delicati e difficili come quello dell’insegnante e quello del professore d’orchestra, sia necessaria una pressoché esclusività difficilmente possibile con il “doppio lavoro”.

Tralascio, ovviamente, tutte le posizioni “estremiste” che da una parte e dall’altra una diatriba del genere potrebbe ingenerare: quella di coloro che “siccome siamo arrivati prima noi, abbiamo più esperienza, quindi abbiamo <<più diritto>>…” da una parte; quella di coloro che “già è tanto che ne prendi uno di stipendio, vista la tua sedicente professionalità nell’uno e nell’altro lavoro. Figuriamoci due!” dall’altra.

Dicevo, NON VOGLIO parlare di questo, perché rischieremmo di perderci in una discussione sterile, visto che tutte le posizioni (talvolta persino quelle estremiste!) potrebbero essere in parte condivisibili, e tutte potrebbero essere degne di entrare in un dibattito del genere.

Mi piacerebbe invece affrontare una piccola analisi della situazione partendo da un’altra prospettiva: quella del quadro normativo e, quindi, della legalità.

Qualunque sia infatti la nostra opinione su DOPPIO LAVORO SI’ / DOPPIO LAVORO NO, sono certo che tutti conveniamo sul fatto che si debba essere pienamente rispettosi di quanto stabilito dalla legge.

Ovvero, si può essere il più bravo artista o il più bravo insegnante del mondo, ma il contratto di lavoro deve essere conferito nel pieno rispetto delle norme di legge.

Cercherò pertanto di fare una piccola panoramica anche normativa della situazione, solo a fini esplicativi e senza pretesa di essere esaustivo.

In Italia abbiamo 54 Conservatori di Musica e 19 Istituti Superiori di Studi Musicali Pareggiati, 14 Fondazioni lirico-sinfoniche (ex Enti Lirici), e 13 Istituzioni concertistico-orchestrali ex art. 28 L. 800/1967.

La LEGGE 23 dicembre 1992, n. 498 Interventi urgenti in materia di finanza pubblica” ha previsto all’ art. 9 la famosa opzione: chi cioè era dipendente di un ente lirico e contestualmente insegnava in Conservatorio, avrebbe dovuto “optare” per l’uno o l’altro incarico. Non solo: veniva data anche una stretta alle attività svolte dai dipendenti degli enti lirici come lavoro autonomo o professionale, riservandolo solo a prestazioni di alto valore artistico e di natura saltuaria.

Ecco il testo dell’ art. 9 comma 1, 2 e 3 della L.498/1992:

1. Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato del personale amministrativo, artistico e tecnico degli enti lirici e delle istituzioni concertistiche assimilate e’ incompatibile con qualsiasi altro lavoro dipendente pubblico o privato.

2. Coloro che vengono a trovarsi in situazione di incompatibilita’ possono optare entro trenta giorni per la trasformazione del rapporto in contratto a tempo determinato di durata biennale.

3. Le attività di lavoro autonomo o professionale svolte dai dipendenti a tempo indeterminato sono consentite solo, a carattere saltuario, per prestazioni di alto valore artistico e professionale, fatti salvi i principi del non aggravio economico e le esigenze produttive degli enti o istituzioni di cui al comma 1. Tali attività devono essere preventivamente autorizzate dal sovrintendente, sentito il direttore artistico. I criteri per la concessione delle autorizzazioni sono stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

Come spesso capita in Italia, dopo poco tempo ecco spuntare (chissà, forse, a seguito di quali pressioni o richieste?) una bella norma che, di fatto, sembra arginare in qualche modo quella che, viene da dire, forse per qualcuno è apparsa come una enorme tragedia: campare con uno stipendio solo come tutti i comuni mortali!

Il Dlgs 16 aprile 1994, n. 297Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado.” ha previsto infatti, all’art.273, che i Conservatori di Musica “possono stipulare contratti di collaborazione con il personale dipendente da enti lirici o da altre istituzioni di produzione musicale” per i posti in organico rimasti vacanti e che tali eventuali contratti di collaborazione vengano disposti secondo l’ordine di “apposite graduatorie”, volte quindi a stabilire una procedura di selezione pubblica specificatamente finalizzata alla stipula di tale tipologia contrattuale di collaborazione, di natura autonoma e non subordinata.

I comma 8 e 9 del medesimo art. 273 stabiliscono che è a carico del MIUR lo stanziamento per far fronte all’onere derivante ai conservatori per la stipula dei contratti di collaborazione sopra citati conferiti a personale dipendente da enti lirici o da altre istituzioni di produzione musicale, ripartito sulla base delle esigenze accertate; da ciò si deduce una presumibile presenza di dettagliata rendicontazione presso il MIUR in merito ai contratti di collaborazione conferiti, alle risorse necessarie alla loro coperture, con evidenti attribuzioni di competenze per gli accertamenti, i controlli e la vigilanza in capo agli uffici e funzionari ministeriali preposti.

Ed arriviamo alle disposizioni con le quali si è reclutata larga parte del personale docente non di ruolo nei Conservatori di Musica italiani negli ultimi 10 anni.

Con l’art. 2-bis del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, introdotto con la Legge 4 giugno 2004, n. 143 di conversione, vennero previste delle graduatorie nazionali riservate a docenti precari con una anzianità di servizio di 360 giorni nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM).

Tali graduatorie (generalmente indicate come “graduatorie ex L. 143”), ai sensi dell’ art.12 del successivo DM del 16 giugno 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 2005 n. 51 ad oggetto “Indizione procedura valutativa per la formazione delle graduatorie previste dall’art. 2 bis del D.L. 7.04.04,n.97, convertito, con modificazioni, dalla L. 4.06.04, n. 143”, dovevano essere utilizzate “ per la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato, ai fini della copertura dei posti in organico disponibili, in subordine alla graduatoria nazionale ad esaurimento… ” escludendo e/o non contemplando altre tipologie contrattuali (es. contratti di collaborazione, professionali, co.co.co. co.co.pro., ecc…).

Le graduatorie ex L. 143, cioè, non si configurerebbero come “apposite graduatorie” volte a stabilire una procedura di selezione pubblica specificatamente finalizzata alla stipula di contratti di collaborazione ai dipendenti degli enti lirici, come previsto dall’ art. 273 del Dlgs. 297/1994.

Appare quindi all’evidenza che le graduatorie ex L.143 avrebbero dovuto essere utilizzate al fine del conferimento di incarichi a tempo determinato e non per attingere personale al quale proporre altre tipologie contrattuali, di natura autonoma o di altro tipo, ivi inclusi contratti di collaborazione, co.co.co. co.co.pro. ecc…

Per quanto finora esposto ed in mancanza di ulteriori differenti elementi normativi o interpretativi, il conferimento di incarichi con contratto di collaborazione a personale attinto da graduatorie utilizzabili solo per incarichi a tempo determinato apparirebbe in contrasto con il quadro normativo sopra descritto.

In tale ipotesi, apparirebbe pacifico che eventuali contratti di collaborazione illegittimamente o indebitamente conferiti avrebbero comportato un altrettanto illegittimo o indebito conferimento di competenze e retribuzioni a soggetti privati, ovviamente a carico dell’erario pubblico, nonché la indebita acquisizione di anzianità di servizio che, pertanto, appare evidente non potrebbe essere fatta valere in sede di successive procedure pubbliche di selezione o concorso. Considerando poi il differente regime contributivo esistente per incarichi di collaborazione e per incarichi da lavoro subordinato, nella ipotesi in cui sia stato surrettiziamente utilizzato personale in contratto di collaborazione per posti in organico e mansioni identiche a quelle di personale a tempo determinato, si potrebbe configurare anche un differente gettito alle casse del competente istituto previdenziale. E che dire poi del personale, magari idoneo nelle medesime graduatorie o in graduatorie di istituto o in altre graduatorie, rimasto fuori dal lavoro nel caso ciò sia dipeso dal fatto che i posti sarebbero stati occupati con i citati contratti di collaborazione e con le ipotizzate modalità? 

Arriviamo quindi ai giorni d’oggi.

Con il DECRETO-LEGGE 12 settembre 2013 n. 104, convertito dalla legge 8 novembre 2013, n.128 e successivamente con il DM 30.06.2014 n. 526Costituzione delle graduatorie nazionali per l’attribuzione di incarichi a tempo determinato per il personale docente delle istituzioni AFAM” sono state costituite delle graduatorie nazionali (generalmente indicate come “graduatorie ex L. 128”) volte a conferire incarichi di supplenza a tempo determinato per il personale docente delle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).

Anche le graduatorie ex L.128 non si configurerebbero quindi come “apposite graduatorie” volte a stabilire una procedura di selezione pubblica specificatamente finalizzata alla stipula di contratti di collaborazione ai sensi dell’ art.273 del Dlgs. 297/1994 con personale dipendente da enti lirici o da altre istituzioni di produzione musicale.

Al contrario, l’ art. 1 del Decreto Ministeriale 30 giugno 2014 n. 526, coerentemente con quanto disposto dall’ Art.19 comma 2 del DECRETO-LEGGE 12 settembre 2013, n. 104, convertito dalla legge 8 novembre 2013, n.128, prevede che le graduatorie ex L. 128 debbano essere utilizzate ai fini del conferimento di incarichi a tempo determinato e non contempla altre tipologie contrattuali (contratti di collaborazione, professionali, co.co.co. co.co.pro., ecc…).

Per tali motivazioni ed, anche in questo caso, in mancanza di ulteriori differenti elementi normativi o interpretativi, appaiono inapplicabili, per il conferimento di incarichi dalle graduatorie ex L.128, le disposizioni di cui all’ art.273 del Dlsg. 297/1994 e non percorribile, quindi, l’utilizzo di tali graduatorie per l’attribuzione di incarichi di collaborazione.

CONCLUSIONI

– E’ vero che dalla graduatoria ex L. 143/2004 è stato attinto, negli anni, personale anche al fine di conferire incarichi di collaborazione ex art. 273 del Dlgs. 297/1994?

– Se la risposta alla domanda precedente è affermativa e se, come risulterebbe da quanto sopra esposto, appare all’evidenza che la graduatoria ex L. 143/2004 avrebbe dovuto essere utilizzata per contratti di lavoro a tempo determinato e che, altresì, non si configurerebbe come “apposita graduatoria” per il conferimento di incarichi di collaborazione ex art. 273 del Dlgs. 297/1994, COME E PERCHE’ SAREBBERO STATI AFFIDATI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A PERSONALE DIPENDENTE DI ENTI LIRICO-SINFONICI ATTINTO DALLA GRADUATORIA EX L.143/2004 ?

– Intende il Ministero procedere con una attenta verifica della piena correttezza e legittimità dei contratti assegnati negli anni dalla graduatoria ex L. 143/2004 e, agli esiti di tali verifiche, procedere, per i contratti che eventualmente risultino essere stati stipulati con modalità non corrette, con gli atti conseguenti, ivi incluso l’avvio delle procedure per la richiesta di risarcimento delle competenze e delle retribuzioni nel caso indebitamente conferite e la decurtazione dell’anzianità di servizio nel caso fatta illegittimamente valere in sede di redazione della graduatoria ex L. 128/2013 e/o di altre successive procedure di selezione pubblica?

– COME INTENDE GARANTIRE IL MINISTERO che, dalla recente graduatoria ex L.128/2013, venga attinto personale ai soli fini del conferimento di incarichi a tempo determinato, escludendo ed impedendo qualsiasi altra possibilità di assegnazione di incarichi di differente natura contrattuale (es. contratti di collaborazione, co.co.co., co.co.pro., ecc…) eventualmente non ammessa o non contemplata dal quadro normativo vigente, come sopra descritto?

– INTENDONO, I RESPONSABILI DEL MINISTERO ED I DIRETTORI DEI CONSERVATORI, in sede di conferimento degli incarichi e della sottoscrizione dei contratti a tempo determinato, PORRE PARTICOLARE ATTENZIONE AI FINI DELLA VERIFICA della piena sussistenza dei requisiti di ammissibilità agli stessi e l’assenza di condizioni ostative alla assunzione a tempo determinato, in contrasto con le norme vigenti, ivi incluse quelle che vietano il cumulo di impieghi?

Infine, le ultime due domandine: cosa hanno detto a riguardo, in questi anni, i sindacati? E, soprattutto, cosa dicono oggi?

Jesi, 09.12.2014

MASSIMO GIANANGELI

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...