DICHIARAZIONI AL MESSAGGERO – 19.06.2013

DICHIARAZIONI AL MESSAGGERO – 19.06.2013

Oggi pomeriggio, 19.06.2013, mi hanno chiamato dalla redazione del Messaggero per farmi qualche domanda su alcune questioni relative al MoVimento.

Non so cosa uscirà domattina sul giornale.

Cosa riporteranno. Se nell’assemblare la notizia forse qualcosa verrà perso.

Per sicurezza, lo scrivo qua ciò che ho detto.

Mi hanno chiesto, ovviamente, della questione della Senatrice Gambaro, mi hanno chiesto come sta reagendo secondo me il territorio, se ci siamo riuniti come gruppi per parlare di questa cosa, ecc…

Ho detto che sì, certo, ci siamo riuniti, come sempre, ma per parlare delle questioni e dei problemi di cui ogni giorno ci occupiamo.

Nel momento in cui mi ha chiamato la giornalista, ad esempio, stavo scrivendo una mozione sulla Banca delle Marche che porteremo al prossimo Consiglio Comunale.

Così con la giornalista abbiamo parlato di questa cosa.

Poi abbiamo parlato di quello che stiamo facendo sul territorio ed a Roma. Ho fatto alcuni esempi molto concreti, che mi e ci riguardano direttamente: la questione biogas (una partita potenziale di un miliardo di euro e passa solo per le Marche, con leggi fatte in violazione della Costituzione) sulla quale usciremo a brevissimo, a Roma e sul territorio, con una forte azione procedurale.

Abbiamo parlato del lodo Longarini, un altro miliardo e passa di euro che lo Stato dovrebbe dare al “Re delle Incompiute” che vede Donatella Agostinelli ed il gruppo in prima linea, contro personaggi potentissimi. E’ una questione enorme, non so come andrà a finire, non so se la spunteremo, perché la cosa va avanti ormai da molti anni ed è in fase fortemente avanzata. Ma la “battaglia” la facciamo eccome! E quando vedo i nomi contro cui ci siamo messi, mi sento preoccupato e fiero allo stesso momento. La giornalista mi è sembrata molto incuriosita di questa cosa, conoscendo bene il personaggio in questione e tenuto conto della mole di danaro pubblico in ballo, anche se ho avuto l’impressione che non conoscesse a fondo l’argomento, nonostante l’estrema importanza e delicatezza.

Poi ho spiegato che ogni settimana siamo sul territorio, ho accennato ad alcune nostre attività.

Ho accennato alla questione della chiusura alla vigilia dell’ Expo 2015 del presidio della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) di Malpensa, e della interrogazione di Donatella in Parlamento. Ho parlato della attività dei nostri ragazzi in Commissione Ambiente alla Camera, o in Commissione Sanità.

Insomma, siamo partiti dalla Gambaro, però ho colto l’occasione per parlare di quello che fa il MoVimento. A Roma, a Jesi, sul territorio. E abbiamo parlato quasi sempre di questo…E la signora che mi ha chiamato mi è sembrata aver trovato molto più interessante queste cose che le “gambarate” per cui mi aveva chiamato… (è semplicemente la mia opinione).

Volutamente ho cercato di parlare di cose molto concrete, quelle di cui mi occupo e ci occupiamo direttamente, per dare una contestualizzazione molto immediata alle questioni.

Così la signora mi ha chiesto che impressione mi danno i cittadini, se percepiamo questo presunto calo di consensi. Ho risposto che a Jesi, dove c’è un gruppo forte, unito, che lavora bene ormai da quasi due anni, che ha due consiglieri comunali, e che quindi è visibile e conosciuto, nei nostri appuntamenti periodici e continui con il territorio continuiamo a sentire affetto, i cittadini riescono a tenere, diciamo così, disgiunte le due cose: l’attività importante che facciamo sul territorio, e le notizie non proprio esaltanti che i media trasmettono su Roma (omettendo chiaramente e assurdamente di parlare del lavoro importante e denso di impegni dei nostri deputati e senatori del M5S). Chiaramente, la situazione è, a mio parere, un po’ diversa nelle città e nei paesi dove ci sono gruppi nati da poco, che fanno cose a volte estremamente valide ed interessanti, ma che ancora non hanno una forte identità e visibilità riconosciuta. In questi casi, quindi, le richieste di chiarimenti da parte dei cittadini sono più pressanti, essendo la componente nazionale più sentita rispetto a quella ancora tutta da sviluppare sul territorio.

In definitiva, la questione Gambaro è apparsa, nella discussione che ho avuto con la signora del Messaggero, per quello che è: assolutamente secondaria rispetto a quello che il MoV fa, alla difesa dei cittadini e dei loro diritti, a quello che facciamo e che vogliamo fare, che non cambierà di una virgola, indipendentemente dagli esiti di una votazione on line. Se non nell’essere ancora più motivati a farlo, assieme ai cittadini.

La signora al telefono mi ha fatto notare che viene fuori clamore nel MoVimento e nei media ogni volta che qualcuno, mette in qualche modo in discussione la figura del leader. Ho risposto: “dove è la notizia, scusi?”. A mio parere è normale che quando in un gruppo politico qualcuno critichi pubblicamente il leader, il “capo politico” (come lo definisce la normativa !), ecc… ci sia “clamore”: pensiamo al casino che è successo nel PD quando Renzi ha dato bordate a Bersani. O pensiamo al casino che è successo quella volta di Fini contro Berlusconi. E’ chiaro poi che le posizioni differenti possono tramutarsi in dibattiti anche aspri e serrati nei gruppi politici.

I partiti espellono “ogni giorno” qualcuno. Pensiamo ad esempio ai diversi amministratori della Valsusa mandati via dal PD solo perché giustamente contrari allo spreco di miliardi di soldi pubblici ed allo scempio ambientale della TAV.

Le espulsioni, all’interno dei partiti, vengono spesso definite dai loro organi strutturali o organizzativi. Ci sono le segreterie, i collegi dei probiviri, ecc… E così problemi anche più complicati, spesso si risolvono brutalmente, ma senza troppi polveroni.

Il MoV 5 Stelle non ha una struttura. Non ha segreterie, non ha organi di vigilanza, ecc… L’unico “organo” del MoVimento sono i cittadini. E se c’è da richiedere un parere, il MoVimento la chiede alla sua base. Giusto? Sbagliato? Più o meno condivisibile? Possiamo avere centomila opinioni a riguardo, ma è talmente chiara e nitida questa cosa, che mi meraviglia che sia ogni volta così … dirompente.

Continuo a ritenere la “non-struttura” un valore aggiunto, anche perché mi e ci permette di avere la totale libertà, ad esempio nei consigli e nel territorio, per la scelta delle condotte politiche da tenere. Possiamo anche sbagliare, ma lo facciamo con la testa nostra, senza che ci venga MAI imposto nulla da nessuno. Piena libertà, per me, vuol dire ovviamente DOPPIA RESPONSABILITA’.

Come tutte le cose, anche la “non-struttura” può avere un rovescio della medaglia, come in alcune situazioni di gestione interna e organizzativa del gruppo. E quindi un problema che negli altri partiti è serio e grave da 100, da noi può diventare da 1000, grazie anche alla complicità di una stampa filo partitica, come sapevamo bene che avremmo trovato una volta eletti. E’ normale.

Se si sta in un MoVimento che dà priorità alla piena libertà, responsabilità, autodeterminazione dei portavoce e dei cittadini, alle scelte condivise, alle ore di assemblea per permettere a tutti di portare il proprio contributo, si può incorrere anche in momenti di difficoltà come sembra apparire in questi giorni, per certi gruppi e per certe realtà. Ma continuo a ritenere un MoVimento fatto così, fondamentale e prezioso, specie in questo delicatissimo periodo storico.

L’attività del MoV va assolutamente avanti. C’è bisogno di cittadini liberi e capaci che possano incidere nelle decisioni, a Roma e nei territori, per tutelare e difendere il bene comune ed i diritti, e per cercare di ridare un futuro a questo Paese.

E’ superfluo dirlo, ma lo ribadisco lo stesso, così come l’ho detto alla signora che mi ha chiamato oggi, in maniera chiara e diretta, senza tanti giri di parole: personalmente e politicamente,  Beppe e Gianroberto li posso e li voglio solo ringraziare. Senza di loro, senza la loro capacità e senza il loro impegno, tutto quello che stiamo facendo sarebbe stato difficilissimo o impossibile farlo.

Jesi, 19.06.2013

Scritto alle ore 18.30

 MASSIMO GIANANGELI

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