Alcune considerazioni al Consigliere Regionale Paola Giorg

Alcune considerazioni al Consigliere Regionale Paola Giorgi
sulla FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche / Orchestra Filarmonica
Marchigiana)

Dopo la seguente nota del 10/11/2011,

Giorgi: ‘Lo Sferisterio è un’eccellenza regionale’

uscita a firma del Consigliere Regionale nonché vicepresidente del Consiglio Regionale Paola Giorgi, in cui vengono fatte osservazioni non proprio positive nei confronti della FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche – Orchestra Filarmonica Marchigiana), mi sono permesso, a titolo personale ed unicamente come lavoratore della FORM stessa, di  proporre direttamente alla Sig.ra Giorgi sulla sua bacheca Facebook le seguenti considerazioni ed alcune domande (questo il link alla discussione http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2542640614526&id=1509041536 : )

MASSIMO GIANANGELI – Jesi (AN)

Gent.ma Sig.ra Giorgi,

da lavoratore della FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche) sento di ringraziarla per il suo articolo che porta al centro del dibattito politico argomenti che a torto (secondo il mio modesto parere) vengono spesso ritenuti “meno importanti”.


Mi permetto di disturbarla e di approfittare dell’occasione per chiederle delle delucidazioni riguardo ad alcune sue affermazioni presenti nell’articolo sopra riportato e riguardanti la FORM stessa.


In generale, quando si parla di Aziende o Organismi poco competitivi, spesso il pensiero va a costi del lavoro troppo alti, a privilegi di varia natura, talvolta quasi corporativi che, è vero, permangono da decenni in certi settori del nostro Paese.


Avrei pertanto piacere di conoscere se è a questo che si riferisce quando parla di una FORM poco competitiva, dal momento che la cosa mi apparirebbe, in tutta sincerità, piuttosto incomprensibile.


La stessa FORM, infatti, può essere tranquillamente ritenuta l’orchestra, nel panorama nazionale delle ICO (Istituzioni Concertistico-Orchestrali), che maggiormente incarna il simbolo della PRECARIETA’ in questo nostro difficile lavoro di professori d’orchestra, essendo fra le pochissime prive persino di un nucleo consistente di lavoratori a tempo indeterminato, ed utilizzando un contratto aziendale ben più flessibile e, per alcuni aspetti, forse più restrittivo (mi si consenta il termine, è solo per capirci) rispetto allo standard medio di quello che accade in altre ICO italiane (parlo per esperienza, conoscendo direttamente, per ragioni professionali, praticamente tutte le principali). Non voglio lamentarmi né del mio contratto (che ovviamente ritengo possa essere sempre migliorato), né tantomeno della mia orchestra, che amo ed alla quale devo una buona parte della mia esperienza professionale (oltre che la fortuna di una moltitudine di ricordi e di emozioni per tanta buona Musica fatta con grandi direttori assieme ad amici e colleghi di altissimo livello con i quali ho avuto ed ho il piacere collaborare proprio nella FORM).


Solo che mi risulta davvero difficile immaginare uno scenario “più competitivo” con eventuali ulteriori restrizioni per i lavoratori, senza veder gli stessi scivolare in condizioni indecorose al limite della soglia della dignità e forse, della povertà. Siamo veramente ad un livello in cui c’è rimasto ben poco da togliere, mi creda…

Lo so che è difficile immaginarlo, visto che, nonostante tutto, l’amore per questo lavoro e la professionalità dei miei colleghi continua a produrre (pur con fisiologici alti e bassi) risultati di ottima qualità. Ma purtroppo, questa è la realtà…

La ringrazio della risposta, e la invito a stabilire al più presto un contatto più serrato e diretto con i lavoratori FORM, se vuole anche senza i soliti filtri sindacali, se ritiene possa essere in qualche modo più utile o opportuno.


Sono certo che la conoscenza approfondita e DIRETTA dei soggetti che operano e lavorano in certi settori così specifici contribuirebbe ad arricchire ulteriormente il dibattito politico su certi temi.


Converrà con me che, in generale, il contatto e lo scambio diretto fra cittadini e loro rappresentanti politici possa arricchire ed aiutare entrambi, evitando agli uni e agli altri eventuali incomprensioni o esternazioni apparentemente non proprio coerenti con la realtà delle situazioni. Non trova?


Cordiali Saluti e grazie della sua disponibilità

MASSIMO GIANANGELI

Dopo la seguente nota del 10/11/2011,

Giorgi: ‘Lo Sferisterio è un’eccellenza regionale’

 uscita a firma del Consigliere Regionale nonché vicepresidente del Consiglio Regionale Paola Giorgi, in cui vengono fatte osservazioni non proprio positive nei confronti della FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche – Orchestra Filarmonica Marchigiana), mi sono permesso, a titolo personale ed unicamente come lavoratore della FORM stessa, di  proporre direttamente alla Sig.ra Giorgi sulla sua bacheca Facebook le seguenti considerazioni ed alcune domande (questo il link alla discussione http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=2542640614526&id=1509041536 : )

 MASSIMO GIANANGELI – Jesi (AN)

 “Gent.ma Sig.ra Giorgi,
da lavoratore della FORM (Fondazione Orchestra Regionale delle Marche) sento di ringraziarla per il suo articolo che porta al centro del dibattito politico argomenti che a torto (secondo il mio modesto parere) vengon
o spesso ritenuti “meno importanti”.

Mi permetto di disturbarla e di approfittare dell’occasione per chiederle delle delucidazioni riguardo ad alcune sue affermazioni presenti nell’articolo sopra riportato e riguardanti la FORM stessa.

In generale, quando si parla di Aziende o Organismi poco competitivi, spesso il pensiero va a costi del lavoro troppo alti, a privilegi di varia natura, talvolta quasi corporativi che, è vero, permangono da decenni in certi settori del nostro Paese.

Avrei pertanto piacere di conoscere se è a questo che si riferisce quando parla di una FORM poco competitiva, dal momento che la cosa mi apparirebbe, in tutta sincerità, piuttosto incomprensibile.

La stessa FORM, infatti, può essere tranquillamente ritenuta l’orchestra, nel panorama nazionale delle ICO (Istituzioni Concertistico-Orchestrali), che maggiormente incarna il simbolo della PRECARIETA’ in questo nostro difficile lavoro di professori d’orchestra, essendo fra le pochissime prive persino di un nucleo consistente di lavoratori a tempo indeterminato, ed utilizzando un contratto aziendale ben più flessibile e, per alcuni aspetti, forse più restrittivo (mi si consenta il termine, è solo per capirci) rispetto allo standard medio di quello che accade in altre ICO italiane (parlo per esperienza, conoscendo direttamente, per ragioni professionali, praticamente tutte le principali). Non voglio lamentarmi né del mio contratto (che ovviamente ritengo possa essere sempre migliorato), né tantomeno della mia orchestra, che amo ed alla quale devo una buona parte della mia esperienza professionale (oltre che la fortuna di una moltitudine di ricordi e di emozioni per tanta buona Musica fatta con grandi direttori assieme ad amici e colleghi di altissimo livello con i quali ho avuto ed ho il piacere collaborare proprio nella FORM).

Solo che mi risulta davvero difficile immaginare uno scenario “più competitivo” con eventuali ulteriori restrizioni per i lavoratori, senza veder gli stessi scivolare in condizioni indecorose al limite della soglia della dignità e forse, della povertà. Siamo veramente ad un livello in cui c’è rimasto ben poco da togliere, mi creda…

Lo so che è difficile immaginarlo, visto che, nonostante tutto, l’amore per questo lavoro e la professionalità dei miei colleghi continua a produrre (pur con fisiologici alti e bassi) risultati di ottima qualità. Ma purtroppo, questa è la realtà…

La ringrazio della risposta, e la invito a stabilire al più presto un contatto più serrato e diretto con i lavoratori FORM, se vuole anche senza i soliti filtri sindacali, se ritiene possa essere in qualche modo più utile o opportuno.

Sono certo che la conoscenza approfondita e DIRETTA dei soggetti che operano e lavorano in certi settori così specifici contribuirebbe ad arricchire ulteriormente il dibattito politico su certi temi.

Converrà con me che, in generale, il contatto e lo scambio diretto fra cittadini e loro rappresentanti politici possa arricchire ed aiutare entrambi, evitando agli uni e agli altri eventuali incomprensioni o esternazioni apparentemente non proprio coerenti con la realtà delle situazioni. Non trova?

Cordiali Saluti e grazie della sua disponibilità

MASSIMO GIANANGELI

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