SADAM E TURBOGAS DI JESI

SADAM E TURBOGAS DI JESI

1) La Centrale Turbogas era stata fatta “ingollare” alla nostra città, dieci anni fa, dicendo (e scrivendo anche nei documenti) che sarebbe stata “l’assicurazione sulla vita per lo zuccherificio”. Ciò è stato confermato e di fatto recepito anche nell’art. 19 della convenzione fra Comune di Jesi e Consorzio Jesi Energia (gestore dell’ impianto. 70% Edison, 30% Sadam) che lega il funzionamento della Centrale al permanere dell’attività dello zuccherificio.

Da 10 anni la centrale brucia, butta fuori tonnellate di inquinanti dannosi per la salute, fa guadagnare una marea di milioni di euro al Gruppo. Da 10 anni produciamo qui in zona AERCA, fra Turbogas di Jesi e Centrale IGCC Api, circa il 70-80% di tutta l’energia elettrica della Regione. Senza parlare della benzina raffinata all’Api che rifornisce gran parte del centro Italia (quella non è Energia??!!). Anzi, anche per questo siamo diventati una delle AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) d’Italia. Insomma, viviamo in una delle zone più di merda di tutta Italia.

Tre anni fa l’Azienda ha scelto (legittimamente per carità) di chiudere lo zuccherificio, per risquotere così un’altra bella fetta di soldi europei legati alla dismissione (circa 60 mln di euro!!!).

Nonostante questo, per tre anni il nostro Sindaco ha pensato bene di non intervenire e di non applicare l’Art.19 della convenzione, facendo beatamente rimanere accesa la turbogas fino ad oggi (sorvolo un attimo su quante ne ha fatte per cercare di far aggiungere addirittura un’altra centrale a biomasse!!!). Il tutto, senza mai presentare  ufficialmente uno straccio di documento, un parere tecnico o legale, una istruttoria, assolutamente nulla (!!!) che giustificasse tale comportamento.

Una sorta di TRE ANNI DI BONUS SUGLI OBBLIGHI E/O IMPEGNI NON ADEMPIUTI SCRITTI NELLA CONVENZIONE   !!!

Alla luce di tutto ciò, penso che questo territorio abbia già dato fin troppo!!!

2) In una situazione riconosciuta anche dalla UE di inquinamento da polveri fuori legge, con valori per gli sforamenti doppi rispetto ai limiti di legge, penso che ci dovrebbero pensare bene a tenere accesa una attività che, per appena una quindicina c.ca di  posti di lavoro, butta fuori quasi 3 t/anno di polveri (fonte: documentazione presentata dalla stessa Azienda in Regione per il rinnovo della Autorizzazione Integrata Ambientale). Proprio tale situazione ambientale fuorilegge avrebbe comportato una sanzione dalla UE, con conseguente danno per i conti pubblici. Non penso che i cittadini siano disposti a continuare a pagare sempre di tasca loro per scelte (o non scelte) sbagliate dei loro amministratori o dirigenti. E gli strumenti per individuare (ed eventualmente perseguire) le responsabilità personali di tali scelte (o non scelte) ci sono eccome…

3) Il 15 dicembre u.s. è stata siglata una intesa fra Sindacati e Azienda per la “nuova riconversione”, alla luce degli ultimi sviluppi della vicenda (volenti o nolenti, sono stati costretti a fare marcia indietro su centrale a biomasse e raffineria di biodiesel). Naturalmente, in tale intesa si dà per scontato il mantenimento della Turbogas. Che lo faccia l’Azienda, non è così sorprendente. Ma perché i Sindacati assecondano così questo interesse dell’Azienda, quando, salvo errori, non risulta sia stato ancora neanche chiarito con esattezza cosa l’azienda voglia davvero insediare, tramite la presentazione ufficiale di un vero e dettagliato Piano Industriale. Come si può concedere alla “controparte” di portare a casa un simil risultato, quando, per contropartita, non si ottiene nulla di certo? Dopo l’esperienza avuta in passato, in cui, nonostante le richieste di cittadini e di alcuni politici di dx e sx, si è proceduto alla firma di un accordo senza alcun Progetto o Piano Industriale con i risultati che abbiamo visto tutti, anche e soprattutto per i lavoratori, è curioso vedere nuovamente i sindacati “correre” a firmare una intesa “a scatola chiusa”, senza cioè visionare ed analizzare un Piano Industriale dettagliato, in cui l’unica certezza è il mantenimento dei lauti guadagni dell’Azienda con la Turbogas. Se fossi un lavoratore Sadam sarei un po’ preoccupato dell’ operato dei miei rappresentanti sindacali. Ma tant’è: non so perchè, mi torna in mente il famoso “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Continuate pure a dar addosso ai cittadini ed ai comitati…

Jesi, 19 dicembre 2010

MASSIMO GIANANGELI

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