JESI: UNA CITTA’ IN “BALIA” DI UNA PERSONA ???

JESI: UNA CITTA’ IN “BALIA” DI UNA PERSONA ???


Oggi, 30 novembre 2010, è serata di trepida attesa a Jesi.

Come è noto, le resistenze di cittadini, Consiglio Comunale, associazioni e comitati hanno permesso di fermare l’avanzata di un piano inaccettabile sul nostro territorio: quello da tre anni proposto e (invano) difeso dal Gruppo Maccaferri e dal Sindaco per la riconversione dello zuccherificio Sadam di Jesi. Ovvero, una nuova centrale ed una nuova raffineria collegata con oleodotto all’Api di Falconara.

Dopo tre anni, durante i quali il sindaco e altri politici hanno cercato di dimostrare la positività di tale proposta, è la stessa azienda che ammette che avevano ragione cittadini e comitati: quel piano industrialmente ed economicamente non sta in piedi.

Scongiurato quindi con fatica immane questo primo pericolo, domani l’azienda si incontra in regione con politici e sindacati per presentare una nuova proposta, quella che chiama una “rimodulazione”.

La città, i lavoratori, la politica, aspettano cosa dirà Maccaferri: sarà ancora una proposta in campo energetico (con tutto quel che ne consegue per l’inquinamento ed il futuro delle nostre zone e dei nostri figli) oppure no? Sarà stavolta una proposta inserita nel territorio e che quindi garantirà realmente e concretamente i posti di lavoro, oppure no? Sarà nuovamente una proposta inaccettabile, per cui il destino della politica (e della città) sarà ancora quello di ulteriori lacerazioni?

Questi i fatti! Oggettivi. Indiscutibili.

Che manifestano una realtà altrettanto oggettiva: la città, i lavoratori, la politica sono di fatto in balìa delle decisioni che prenderà Maccaferri ed il suo gruppo.

Detta meglio, vuol dire che ci troviamo davanti alla prova oggettiva della TOTALE ASSENZA DELLA GESTIONE POLITICA  NELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO DA PARTE DEI NOSTRI AMMINISTRATORI.

Il tipo di proposta, il tipo di garanzie per il lavoro e per il futuro della nostra comunità, infatti, non sono stabiliti e dettati da chi abbiamo delegato, con il voto, a farlo (per altro, pagandoli pure!). Cioè dai nostri politici amministratori che dovrebbero pianificare il territorio e lo sviluppo, ovviamente nell’interesse unico ed esclusivo dei cittadini.

Stavolta, tutto è in pratica dipendente dagli interessi (per carità legittimi), dalle strategie e dalle pianificazioni di guadagno di un imprenditore e del suo gruppo.

Questa, lo ripeto, la realtà dei fatti, che si prospetta

Seguendo un ragionamento altrettanto asettico e logico, la spiegazione a tutto ciò può essere basata solo su due ipotesi possibili.

1) POLITICA INCAPACE.

Cioè una politica che non sa tutelare e difendere la città ed il territorio, non sa pianificare, non sa dire cosa vuole  e cosa non vuole nel suo territorio e, soprattutto, non è capace di usare gli strumenti che il diritto, le leggi e la forza politica stessa hanno o possono avere per far sì che SIA LA COMUNITA’ ED I PROPRI RAPPRESENTANTI A DECIDERE QUALE DEVE ESSERE IL PROPRIO FUTURO.

2) POLITICA… “D’ACCORDO”.

Ovviamente, è solo la seconda ipotesi logicamente possibile al ragionamento. Se il futuro di una città è stabilito solo da pochi imprenditori e non dalla politica, e se la politica non è incapace, allora la spiegazione dall’aver abdicato al proprio dovere di governo reale della situazione può solo essere, per logica, che la politica è, semplificando molto, d’accordo. Fino ad arrivare al paradosso che questa situazione, tutto sommato, possa per qualcuno andar bene così.

Situazioni simili a queste, avvengono in ogni dove, in Italia specialmente.

Allarghiamo quindi il campo e parliamo un attimo non più di Jesi ma in generale.

Si può spesso supporre che l’essere d’accordo può nascere e svilupparsi a vari livelli ed in varie modalità, a partire dalle aree di influenza, dai possibili contatti e rapporti con i partiti, ecc… fino a poter sfociare addirittura, come sappiamo bene, in terreni di illegalità, ormai troppe volte alla ribalta, specie in Italia.

E’ solo ovviamente, un generico ragionamento logico  spinto fino all’estremo possibile davanti alle numerose situazioni italiane in cui, oggettivamente, davanti all’interesse privato, si lascia in secondo piano quello pubblico.

Ed in effetti, il fatto che possa essere allettante per molti, e che possa andare bene così, non è così infondato. Ci guadagna ovviamente l’eventuale imprenditore. Ci potrebbe guadagnare il politico, che potrebbe godere di favore di certi gruppi e di certi poteri i quali, magari, potrebbero aiutarlo nelle campagne elettorali o, più in generale, nel proseguo della carriera.

Ed in effetti, se si tiene i cittadini ignari e non informati, o li si convince che una scelta sbagliata è invece la panacea di tutti i mali (a volte basta un buon professorone finto terzo e ben retribuito) il gioco è pressochè fatto.

Tornando a Jesi, per fortuna, grazie all’azione diretta dei cittadini, inganni di questo tipo difficilmente possono più avvenire ormai…A Jesi, inoltre, i cittadini hanno dimostrato di sapersi difendere, indipendentemente dai ruoli assunti dagli amministratori.

Per cui, la politica, incapace o d’accordo, che subisce le scelte lo fa solo a scapito e discredito di se stessa.

Jesi, 30 novembre 2010

MASSIMO GIANANGELI

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2 risposte a JESI: UNA CITTA’ IN “BALIA” DI UNA PERSONA ???

  1. Marco Gigli ha detto:

    La politica “politica” è morta da alcuni decenni; ci sono questi signori che per ragioni elettorali e di corrente politica che si vendono al migliore offerente (ma anche no) per tornaconto personale o per avere maggiori finanziamenti per vincere la campagna elettorale (quasi la stessa cosa). Ma, peggio del peggio, è quando ti fai un nome di antagonista militando nei centri sociali occupati per poi rastrellare voti che ti consentono di poter realmente fare qualcosa per la tua città ed invece ti comporti come il peggio “squalo” arrivista. Questo tipo di gentaglia ha bisogno di essere sputtanata pubblicamente per rivelare il loro vero volto fascista e la loro bassezza morale

    • gianamax ha detto:

      Marco,
      stracondivido al 100% il tuo commento!
      I finti “per bene”, i “finti amici, che poi sono peggio dei “veri nemici”,… fanno davvero vomitare.
      Mi sembra che, nel nostro piccolo, non abbiamo risparmiato quanto a sottolinenare l’incoerenza o la malafede di alcuni di loro.
      Dobbiamo continuare a sputtanarli.
      In tal senso, anche il contributo di tutti è ovviamente il benvenuto 😉
      Ciao ciao
      MASSIMO GIANANGELI

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